COME RICONOSCERE LE PUNTURE DA INSETTO

 

Ogni insetto ha il suo morso:zanzare, flebotomi,pulci,pidocchi, zecche,calabroni,formiche, ragni, api, vespe,acari,cimici...

Alcuni morsi e punture, come ad esempio quelle rilasciate da vespe e calabroni sono assai dolorose e possono necessitare di un intervento sanitario repentino, soprattutto qualora il soggetto dimostri una ipersensibilità alla puntura (legata a reazione immunitaria alle sostanze veicolate con la puntura).
Non bisogna dimenticare, inoltre, che le punture possono veicolare l’ingresso nell’organismo di patogeni e quindi essere la causa potenziale di infezioni o patologie dovute a parassiti, batteri o virus. Zanzare, flebotomi, pulci e zecche sono notoriamente vettori responsabili della trasmissione di malattie parassitarie, batteriche e virali nell’uomo e negli animali domestici anche in Italia. 
Imparare a riconoscere nell’immediato punture e morsi di insetti e artropodi, benché non sempre semplicissimo, sarà molto importante per capire se rivolgersi immediatamente al medico o trattare la lesione tranquillamente a casa. Nonché per capire se sia necessario ricorrere ad un trattamento di disinfestazione.

Di seguito, alcuni consigli utili all’identificazione delle punture di alcuni insetti e artropodi:
Puntura di zanzara: un morso di zanzara si presenta come una bolla sottocutanea più o meno arrossata, in grado di causare molto prurito e fastidio alla pelle. Le zanzare generalmente pungono a livello degli arti, soprattutto nelle parti del corpo che generalmente rimangono scoperte nei periodi primaverili/estivi (braccia e gambe). Alcune zanzare hanno abitudini notturne, altre crepuscolari e diurne (zanzara tigre), per cui di fatto le punture sono sempre possibili. Le punture di zanzara possono trasmettere pericolose malattie (Malaria, Febbre Gialla, Febbre West-Nile, Dengue, etc…) soprattutto se ci si trova a viaggiare in zone endemiche. Tuttavia, è importante riconoscere i sintomi, che spesso si manifestano a partire da una settimana dopo il morso. Sintomi similinfluenzali come mal di testa e dolori muscolari, febbre e ghiandole gonfie, non vanno sottovalutati soprattutto a seguito di viaggi in zone dove è segnalata la presenza di queste malattie. In questi casi è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico per gli accertamenti del caso. Consigliato anche il trattamento ambientale e l’uso di repellenti cutanei. 

Puntura di Flebotomi o Pappataci: sono punture provocate da piccoli ditteri, spesso confusi con le zanzare, che in genere provocano punture assai pruriginose e spesso di dimensioni più ampie rispetto a quelle delle zanzare. I pappataci sono insetti silenziosi e non producono il ronzio tipico delle zanzare, per questo sono molto difficili da individuare. Le punture si localizzano nelle parti basse del corpo (caviglie e gambe) in quanto i flebotomi hanno un range di volo in altezza ridotto rispetto a quello delle zanzare. Hanno abitudini crepuscolari e notturne. Sono responsabili della Leishmaniosi canina, malattia potenzialmente trasmissibile all’uomo tramite lo stesso insetto. Consigliato anche il trattamento ambientale.

Puntura delle Cimici del Letto: le punture di questi insetti non sono dolorose, ma possono causare nell’immediato (e in più casi) una reazione allergica alla saliva dell’insetto, che comporta fastidio, prurito e irritazione cutanea.  I nostri corpi possono reagire quindi in maniere diversa a queste punture e questo le rende particolarmente difficili da riconoscere. Vengono spesso confuse con le punture di altri insetti. Le Cimici del letto sono attive di notte e il soggetto colpito si accorge delle punture al risveglio. Spesso è possibile notare tracce di sangue sulle lenzuola. Le zone del corpo più colpite sono gli arti, il collo e la schiena. In genere le punture sono concentrate in determinate aree del corpo, in particolare quelle più scoperte durante la notte e possono essere abbastanza allineate fra loro in quanto la cimice del letto, se disturbata, provoca più punture muovendosi sul corpo del suo ospite. Questo insetto non trasmette malattie infettive e la maggior parte delle punture può essere facilmente trattata. In caso di piccole punture nessun trattamento è necessario. Nel caso invece di punture che provochino prurito o si trasformino in un’eruzione più grave è bene rivolgersi al proprio medico. Le Cimici e le loro punture possono essere fonte di stress emotivo e fobie che andrebbero anch’esse affrontate con i consigli di un medico.  
 
Punture di Acaro: in realtà gli acari non sono insetti come molti credono ma appartengono alla famiglia degli aracnidi. Possiamo distinguere tra acari delle piante, acari del legno, acari degli animali e acari della polvere. Gli acari sono piccolissimi e non possono essere visti ad occhio nudo.  In genere le punture da acaro delle piante in ambiente esterno sono legate ad attività svolte all’aperto (giardinaggio, lavori agricoli, attività ricreative) e localizzate su tronco e arti. Questi acari possono essere introdotti dentro casa attraverso legna o piante infestate. In aree interne le punture più frequenti sono dovute invece all’acaro Pyemotesche è un parassita del tarlo del legno. Questo acaro punge l’uomo in modo accidentale infestando piani d’appoggio, sedie e divani delle case in cui è presente o c’è stata una infestazione da tarli. Le punture del Pyemotes provocano una reazione cutanea ritardata rispetto alla puntura e possono assumere la cosiddetta conformazione a “cometa” che le rende inconfondibili. Il trattamento ambientale è sempre consigliato. Nel caso sarà necessario valutare anche un trattamento finalizzato all’eliminazione dei tarli del legno. Per quanto riguarda gli acari della polvere invece è necessario sapere che questi non pungono, come molti credono, ma il contatto con i loro prodotti di rifiuto, come le feci, presenti nei tappeti, nelle stoffe dei divani e nei letti, può provocare delle reazioni allergiche con l’insorgenza di rash cutanei caratterizzati da pelle arrossata ed eruzioni e vescicole che possono essere scambiate per punture. Oltre ai rash cutanei possono presentarsi forme di asma, arrossamento degli occhi, respiro sibilante e altri sintomi allergici. Gli acari della polvere sono responsabili del 25% delle allergie nel mondo.  



Punture di Imenotteri Aculeati (Calabroni, Vespe, Api): sono punture dolorose provocate da calabroni, api e vespe, per cui il soggetto generalmente si accorge immediatamente della presenza dell’insetto. Tutti e tre sono dotati di un pungiglione all’estremità del corpo che può essere lungo anche diversi millimetri. Il pungiglione è connesso ad una cavità interna al corpo contenente un veleno che viene iniettato con la puntura. Il veleno è molto tossico ma le quantità iniettate per fortuna sono piccole e non costituiscono un pericolo in se. Per correre un grave rischio una persona normale dovrebbe essere punta più di cento volte.Le punture di questi imenotteri spesso provocano arrossamento, rigonfiamento o edema ( solitamente appare una parte bianca al centro dell’arrossamento), dolore acuto e in seguito prurito. Il pungiglione delle api è seghettato e dopo la puntura resta conficcato nella pelle. Il pungiglione dell’ape andrebbe estratto entro 20 secondi dalla puntura per evitare che il veleno entri in circolo. Il pungiglione conficcato appare come un punto nero al centro di una chiazza di pelle arrossata con attaccata una piccola sacca biancastra contenente il veleno. Per estrarlo è necessario utilizzare delle pinzette o le unghie ricordando di non spremere la pelle intorno. Il pungiglione di vespe e calabroni invece, al contrario di quello delle api, è liscio e retrattile e non si stacca dopo la puntura. Per questo vespe e calabroni  sono in grado di infliggere punture multiple. In caso di puntura singola che non manifesti particolari reazioni cutanee sarà sufficiente un trattamento casalingo. Per ridurre gonfiore e arrossamento possono essere applicate creme cortisoniche. In caso di reazioni locali che superino le 24 ore o reazioni allergiche (shock anafilattico) con l’apparizione di sintomi quali difficoltà a parlare, tosse insistente, difficoltà a respirare, nausea, vomito e abbassamento della pressione sarà necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso. Le punture multiple e gli attacchi di sciami possono risultare altresi mortali se non si interviene prontamente.
 
Punture di Imenotteri Aculeati (Scleroderma): Un particolare tipo di imenottero è lo Scleroderma domesticum, piccolo parassitoide del tarlo del legno, che può accidentalmente pungere l’uomo all’interno di case infestate dai tarli. Benché visibile a occhio nudo, simile a una piccolissima formica delle dimensioni di una capocchia di spillo, lo Scleroderma spesso passa inosservato mentre si evidenziano le sue punture sulle parti del corpo che possono venire a contatto con suppellettili infestate. Le punture avvengono prevalentemente nel periodo primaverile-estivo, più spesso di notte. Le punture sono dolorose per via del veleno iniettato e provocano la comparsa di papule dure arrossate con centro giallastro, che causano prurito e possono persistere anche più di una settimana. Le punture sono sempre multiple e sparse in ordine casuale sulla pelle.  In genere le punture si hanno a carico di addome e glutei. Nel caso di soggetti con pelle particolarmente sensibile agli artropodi si possono manifestare dermatiti (orticaria papulosa) accompagnate dalla presenza di vesciche e di sintomi quali febbre, malessere e nausea. In ogni caso è sempre preferibile consultare il proprio dermatologo di fiducia. Nel caso dello Scleroderma una disinfestazione è sicuramente consigliata per prevenire altre punture e dovrà essere mirata nello specifico all’eliminazione dei tarli del legno.
 
Morsi di ragno: la maggior parte dei morsi di ragno non è pericolosa e a meno di reazioni allergiche individuali, regredisce senza trattamenti particolari. In Italia solo la Vedova Nera è in grado di provocare morsi velenosi pericolosi per l’uomo (soprattutto in bambini e anziani) che possono provocare senso di oppressione delle vie respiratorie, gonfiore del viso e difficoltà nel deglutire. In Italia troviamo anche Il Ragno Violino (Loxosceles rufescens),  responsabile di un morso molto doloroso che in soggetti sensibili può provocare anche seri problemi. Questo ragno è frequente anche nei pressi e dentro le abitazioni, preferisce ambienti bui e riparati come  solai, seminterrati, cantine, nei mobili e in tutte quelle piccole cavità che possono dargli riparo. I morsi all’uomo sono accidentali e avvengono quando il ragno si ritrova a stretto contatto con la pelle. Di notte tra le lenzuola, indossando abiti in cui il ragno si è rifugiato o calpestandolo per sbaglio a piedi nudi. E’ importante specificare è che il morso del ragno può anche non essere avvertito sul momento. Il dolore, che varia da lieve a severo, inizio dopo 2-8 ore. Il veleno iniettato può provocare gravi ulcerazioni e necrosi delle parti colpite che hanno bisogno di molto tempo per guarire. Si possono accompagnare a febbre e ad una eruzione cutanea sul corpo che provoca prurito. Vi può essere più raramente anche un interessamento sistemico come debolezza, dolori articolari e muscolari, insonnia, irrequietezza, faringite e rash cutaneo. I sintomi hanno generalmente inizio dopo 2-6 ore dal morso.  Una raccomandazione per le forme non necrotiche è di riposare, di applicare  impacchi freddi, di comprimere e mantenere sollevata la parte colpita (in caso degli arti). Se trascorse 24h la ferita continua a peggiorare sarà bene rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia.
 
Morsi di zecca: alcuni di essi possono esser pericolosi, in quanto portatori di diverse malattie, come la malattia di Lyme. Essa si presenta con l’apparizione di rash cutanei di forma concentrica ed altri sintomi che però si palesano molto tempo dopo: dolori muscolari, mal di testa e febbre alta. Le zecche rimangono attaccate all’ospite per tutto il tempo necessario a nutrirsi senza che questo se ne accorga. Per cui è importante ispezionare le parti del corpo dopo lunghe passeggiate in campagne e boschi e utilizzare sempre stivali alti in caso di situazioni a rischio. L’estrazione della zecca deve essere eseguita preferibilmente dal medico o dal veterinario in quanto manovre errate possono causare la rottura del rostro della zecca che, rimasto infilato nella cute aumenta le possibilità di infezioni secondarie.
 
 
Morsi di pulce: i sintomi iniziano a poche ore dal morso, causando eruzione cutanea puntiforme e gonfiore intorno alla lesione. Se l’eruzione viene premuta, essa diventa di colore bianco e si ingrossa. In genere nell’uomo si localizzano inizialmente su arti e parti basse dell’addome. Le pulci, benché piccole, sono visibili ad occhio nudo come piccolissimi insetti schiacciati lateralmente e di colore bruno/nero lucente. Sugli animali infestati da pulci sono visibili segni di alterazione del pelo e piccoli detriti di colore rosso-bruno corrispondenti alle feci delle pulci. Fondamentale il trattamento sanitario degli animali e il trattamento dell’ambiente.
 
Morsi di pidocchi: si presentano come piccole macchie di colore rosso e causano elevato prurito. Chiamare immediatamente il medico, affinché l’infezione non si espanda in altre zone del corpo. In genere non è necessario ricorrere a trattamenti ambientali in quanto i pidocchi generalmente non sono in grado di sopravvivere a lungo lontano dal proprio ospite.

Morsi di formica: alcune formiche possiedono mascelle robuste in grado di infliggere morsi molto dolorosi che causano infiammazione e bruciore. L’infiammazione si manifesta con un’eruzione di colore bianco.
 

 
 

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